CHI SIAMO

UPV è un movimento politico-culturale che ha l’obiettivo di creare una sintesi tra ideali socialisti, difesa dell’Identità Nazionale Veneta e lotta per l’autodeterminazione dei Territori Veneti. Il nostro scopo è diffondere il Venetismo nella sinistra e la sinistra nel Venetismo, in modo da portare alla costituzione di una SINISTRA VENETA INDIPENDENTISTA E IDENTITARIA.

mercoledì 1 febbraio 2012

UPV OSPITE DI VENETO STATO

Di seguito l'intervento del portavoce di Unità Popolare Veneta al congresso di Veneto Stato, tenutosi il 22/01/2012 a Vicenza.


Inizio questo intervento ringraziando Veneto Stato per l’invito a parteci­pare al pro­prio congresso, un fatto molto importante, tenendo conto delle nostre diverse impo­stazioni ideologiche.
Importante, in quanto noi di UPV riteniamo che sia necessario unire i movimenti indipendentisti in un fronte trasversale alla politica e alla società, perché la lotta per l’autodeterminazione delle Venezie non può interessare un solo schiera­mento politico, o una sola categoria sociale.

Credo che tutti noi siamo consapevoli del fatto che il declino dello stato italiano è ir­reversibile e che l’indipendenza sarà l’unica via di salvezza per i territori del nord est. Purtroppo, però, la maggiorparte dei nostri compa­trioti ancora non se ne rende conto e continua ad affidare ai politici filoita­liani la propria rappresentanza e il proprio futuro.

Altri ancora si ostinano a confidare in un partito che, in mancanza di ri­scontri reali al proprio operato, non ha saputo fare altro che rifugiarsi in una nazione inventata e nei suoi miti ‘fantasy’. Per questo i movimenti co­sidetti ‘venetisti’ devono collaborare tra loro per diffondere il verbo sepa­ratista in tutti i settori della società e per promuovere la nostra identità na­zionale ad ogni livello, alla faccia dei continui tentativi di omolo­gazione culturale operati dagli italianisti.

La nostra priorità deve essere risvegliare il popolo veneto, togliergli l’ovatta tricolore dalle orecchie, levargli le fette di salame padano dagli occhi. Perché, se è vero che le rivoluzioni partono dalle avanguardie, è al­trettanto certo che senza l’appoggio del popolo esse non si compiono. Il momento è favorevole, lasciarcelo sfuggire sarebbe criminale.
Pericolo tutt’altro che remoto, visto che negli ultimi anni abbiamo assistito alla dis­soluzione di tutti i movimenti indipendentisti nati dalla rabbia e dalla delu­sione dei veneti. Dissoluzione dovuta soprattutto a personalismi di gente interessata principalmente al proprio piccolo tornaconto, gente per cui la proprietà è più importante dell’individuo e quindi del popolo.
Noi come UPV siamo pronti, da sinistra, a fare la nostra parte per la pa­tria… quella vera, naturlamente.

Dobbiamo altresì volgere il nostro sguardo anche oltre i confini del nostro territorio. In molte parti dello stivale si vivono fermenti separatisti, nuovi movimenti di libera­zione stanno nascendo a fianco di quelli storici di Sar­degna e Sud Tirolo. Pensate a cosa è successo negli ultimi giorni in Sicilia. I siciliani hanno capito che quando ci si confronta con lo stato italiano bi­sogna fare la faccia cattiva, non come certi governa­tori, i quali, quando vanno a Roma per elemosinare fondi che gli spettano di diritto, sembrano Oliver Twist che chiede al suo padrone “Per favore, mi dà dell’altra zuppa?” e in risposta riceve solo bastonate!
Con questi movimenti dobbiamo dialogare e collaborare, in quanto, a pre­scindere dalla latitudine, abbiamo lo stesso obiettivo: la fine della dittatura unitaria!

Importanti sono anche i contatti col resto d’Europa, soprattutto con quelle realtà sto­ricamente impegnate nelle lotte per l’autodeterminazione dei pro­pri territori, che poco o nulla sanno della nostra situazione e a cui viene fatto credere che in Veneto esiste solo la Lega.
Il Veneto deve entrare ne­cessariamente in quella che potremo chiamare l’Internazionale Indipen­dentista, visto che storicamente la maggiorparte dei movimenti di libera­zione nazionale sono di ispirazione socialista. Se così non fosse, in tutta Europa il Leone Marciano conti­nuerà ad essere associato ai padani e ai loro deliri. Per non parlare dell’importanza della solidarietà tra popoli in lotta, che, anche a distanza di migliaia di chilometri, può far sentire tutto il suo peso. 

Concludo lanciando un monito: lo stato italiano è un pachiderma mori­bondo, ma sono in molti, per interesse, ideologia o semplicemente per mera ottusità, a non volersi ras­segnare alla sua fine. Più la nostra marcia verso la libertà diventerà travolgente, più questa feccia collaborazionista ci attaccherà a tutti i livelli. Verrà il momento in cui non potremo più per­metterci di andare troppo per il sottile, verrà il momento in cui dovremo andare oltre le regole imposte dallo stato italiano. Sarà opportuno che ciò venga tenuto bene in considerazione, da tutti.

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