CHI SIAMO

UPV è un movimento politico-culturale che ha l’obiettivo di creare una sintesi tra ideali socialisti, difesa dell’Identità Nazionale Veneta e lotta per l’autodeterminazione dei Territori Veneti. Il nostro scopo è diffondere il Venetismo nella sinistra e la sinistra nel Venetismo, in modo da portare alla costituzione di una SINISTRA VENETA INDIPENDENTISTA E IDENTITARIA.
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mercoledì 24 novembre 2010

Unità Popolare aderisce alla manifestazione del 4 dicembre in difesa delle risorse collettive.


Viviamo nell’epoca della privatizzazione ad ogni costo, in­seguendo il grande Incubo Americano l’establishment poli­tico-finanziario italiota sta facendo a pezzi la società sven­dendone parti sempre più importanti ai privati. Noi di Unità Popolare Veneta, pur essendo favorevoli alla libertà d’impresa (naturalmente vincolata al rispetto dei diritti e dell’ambiente), riteniamo che ci siano delle risorse inalie­nabili che ap­partengono alla Comunità Veneta: ACQUA, ENERGIA, SANITÀ, ISTRUZIONE, STATO SOCIALE devono re­stare pubbliche ed essere amministrate localmente dai rap­presentanti dei cittadini.
Affidare le risorse collettive ai privati significa vendere il futuro di tutti i veneti

NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DEL TERRITO­RIO

NO ALLA SVENDITA DEI DIRITTI

NO AL NUCLEARE IN VENETO

 

IL 4 DICEMBRE MANIFESTIAMO A VENEZIA IN DIFESA DELL'ACQUA PUBBLICA


Unità Popolare Veneta
CDP

 

giovedì 28 ottobre 2010

SOCIALISMO, IDENTITA’ NAZIONALE E AUTODETERMINAZIONE? SI PUO' FARE!

Una nazione è un complesso di persone che, avendo in comune caratteristiche quali la storia, la lingua, il territorio, la cultura, si identifica in una comune identità a cui essi sentono di appartenere, legati da un sentimento di solidarietà. È questa co­scienza di un'identità condivisa, diffusa a livello di massa, che rende una comunità etnica, culturale, politica una nazione.

Potrebbe sembrare un’eresia sentire un movimento di ispirazione socialista parlare di ‘identità nazionale’, almeno a questo ci ha abituato la retorica universalista della sini­stra tradizionale, ma proprio questa retorica ha contribuito ad affossare chi se ne fa­ceva paladino. Infatti uno dei più gravi errori del comunismo fu quello di voler im­porre a tutti i popoli lo stesso modello sociale, senza tener conto delle diverse culture e storie dei vari territori. Secondo noi di Unità Popolare Veneta, invece, è necessario tener conto dell’identità e delle particolarità delle diverse nazioni, perché inevitabil­mente una forma di socialismo che può essere funzionale nei paesi dell’Est Europa troverebbe terreno meno fertile nel mondo anglosassone, così come un modello ap­plicabile in Estremo Oriente verrebbe quasi sicuramente rifiutato nei paesi latini.
Secondo noi non c’è nulla di eretico nel difendere la propria identità e nel basarsi su questa per creare un proprio modello di socialismo, questo percorso è stato intrapreso da altri movimenti prima del nostro in tutto il mondo, basti pensare allo zapatismo messicano e al bolivarismo sud americano oppure, restando in europa, all’indipendentismo Basco, catalano e corso, in cui sono presenti fazioni con una forte connotazione a sinistra.
Per quanto riguarda i nostri territori, riteniamo che il modello più prossimo alla nostra cultura sia il socialismo libertario, che vede come pilastri la difesa della libertà in­dividuale e il perseguimento della giustizia sociale. La libertà individuale dovrebbe ri­guardare tutti gli aspetti della vita sociale della persona, dalla religione all’orientamento sessuale, dalla libertà di espressione a quella di impresa. Infatti rite­niamo giusto che chiunque abbia la possibilità di utilizzare le proprie conoscenze, competenze e capacità per ottenere un riscontro economico e professionale. Ma que­sta libertà và coniugata con la giustizia sociale, ovvero la difesa dei diritti civili, il ri­spetto dell’ambiente e la tutela delle risorse collettive (sanità, istruzione, acqua, ener­gia, etc.). Giustizia sociale significa anche costruire uno stato equo, con un forte welfare state che consenta a tutti i cittadini di vivere in condizioni dignitose.
Il socialismo libertario persegue anche l’autogestione dei territori e il decentramento dei poteri, fattore che si potrebbe adattare alla vocazione ‘comunale’ del Veneto, dove l’autonomia delle varie municipalità viene vista con molto favore.
La lotta per l’autodeterminazione si inserisce giocoforza nel percorso verso la crea­zione di uno Stato Veneto basato su giustizia, libertà e autonomia, infatti il morente pachiderma italico si sta rivelando in tutta la sua iniquità e arroganza, ponendosi come una barriera tra i popoli dello stivale e il loro progresso sociale ed umano. I bu­rocrati di Roma, le loro filiali periferiche e le loro clientele stanno saccheggiando ciò che resta di quello che era la repubblica italiana nell’inutile tentativo di mantenere lo status quo, ma il baraccone è talmente marcio che tra non molto basterà un calcio alla porta per far crollare tutta la casa e il futuro sarà inevitabilmente l’autogestione dei territori. Gli stati sovranazionali divente­ranno velocemente parte della storia passata e ogni nazione dovra trovare la propria via al socialismo.
In conclusione, la sintesi tra applicazione di un modello socialista, la difesa dell’identità veneta e la lotta per l’autodeterminazione delle Venezie non solo è pos­sibile, ma è anche auspicabile, soprattutto nella prospettiva di un’Europa dei popoli liberata dagli elefantiaci e obsoleti stati sovranazionali e con l’Unione Europea nel ruolo di coordinatrice tra gli stati-nazione che ne faranno parte. 

Unità Popolare Veneta
CDP     



martedì 21 settembre 2010

Il Popolo Veneto oggi

L'autogoverno del popolo veneto si attua in forme rispondenti alle caratteristi­che e tradizioni della sua storia.

Questo è un brano dell’articolo 2 dello Statuto Veneto, redatto nel lontano 1971, in cui viene esplicitamente citato il Popolo Veneto. Probabilmente se lo statuto fosse stato scritto negli ultimi anni le parole ‘Autogoverno’ e soprattutto ‘Popolo Veneto’ avrebbero scatenato un uragano di accuse, recriminazioni e isteriche prese di posi­zione in difesa di un’inesistente unità nazionale. Invece, quasi quarant’anni fa, la bozza venne accettata senza battere ciglio dal parlamento romano, che in questo modo certificò ‘costituzionalmente’ l’esistenza di un popolo chiamato ‘veneti’ for­malmente, oltre che di fatto, diverso da quel ‘popolo italiano’ citato da tutti gli altri statuti, eccetto (c’era da scommeterci!) quello sardo.
Ma cos’è oggi il Popolo Veneto e cosa significa per Unità Popolare Veneta questo termine? Per molti bisogna fare riferimento alle origini delle persone che vivono nel nostro territorio, una sorta di Diritto di sangue fuori tempo massimo, altri confondono l’appartenere a un popolo con la semplice cittadinanza, altri ancora vorrebbero esten­dere il concetto a tutti i residenti, anche se temporanei, applicando una forma distorta del Diritto di suolo.
Noi abbiamo una concezione diversa di Popolo Veneto. Non prendiamo minima­mente in considerazione elucubrazioni mengeliane su genotipi e fenotipi, aberranti dal punto di vista umano e assurde dal punto di vista logistico, in quanto il Veneto non è un’isola e nemmeno una regione sperduta nella steppa, ma un territorio di pas­saggio, di cultura e di mercati nel bel mezzo dell’Europa, quindi esposto a contami­nazioni di ogni genere. Le uscite da parodia del Ku Kux Klan le lasciamo a ometti di verde bardati.
Anche la confusione tra Popolo Veneto e cittadini italiani non ci appartiene, perchè non ci riconosciamo nello stato italiano e la cittadinanza di un’entità occupante per noi non significa assolutamente nulla. Allo stesso modo un’estensione abnorme del Diritto di suolo annullerebbe l’idea stessa di popolo, in quanto la mera residenza con­sentirebbe di farne parte.
Per UPV far parte del Popolo Veneto significa identificarsi con la cultura, i costumi e la lingua dei veneti. Per fare ciò non occorre il pedigree padano-celtico, la cittadi­nanza italiota o la pelle candida, basta la giusta dose di rispetto per la comunità, per il territorio e per se stessi, basta raccogliere l’eredità di tremila anni di storia e farla propria. Ci sono molti invertebrati dai cognomi venetissimi che passano le giornate a riempirsi il naso di polverine magiche e ad evitare qualsiasi tipo di fatica manuale ed intellettiva, altri che in nome del profitto sfruttano e saccheggiano risorse umane e ambientali del territorio, questi sono molto meno veneti dei vari Azim, Nikolaj, Jose e Salvatore che lavorano o studiano sodo per costruirsi un futuro nella nostra terra e contribuiscono allo stesso tempo a farla crescere socialmente ed umanamente.
Questo è il nostro concetto di Popolo Veneto.


"Ogni collettività umana avente un riferimento comune ad una propria cultura e una propria tradizione storica, sviluppate su un territorio geograficamente determinato, costituisce un popolo.
Ogni popolo ha il diritto di identificarsi in quanto tale.
Ogni popolo ha il diritto ad affermarsi come nazione."

Dichiarazione Universale dei Diritti Collettivi dei Popoli
(CONSEU – Barcellona, 27 maggio 1990)

mercoledì 1 settembre 2010

UNITA’ POPOLARE ALLA FESTA DEI VENETI

Domenica 5 settembre Unità Popolare Veneta sarà presente con un gazebo alla Festa dei Veneti di Cittadella. Per l’occasione saranno raccolte le firme contro le celebrazioni del 150° anniversario dell’unità d’italia, infatti riteniamo che i veneti non abbiano nulla da festeggiare, inoltre, con centinaia di migliaia di lavoratori in cassa integrazione e moltissime famiglie letteralmente sul lastrico, lo stato italiota non trova di meglio che spendere centinaia di milioni per celebrare il nulla. Dov’è infatti quest’unità tanto vagheggiata? Probabilmente solo nei sogni dei nazionalisti e dell’establishment tricolore…

Oltre alla raccolta di firme il gazebo avrà anche un ruolo informativo sul nostro movimento (che, lo ripetiamo, non è partito) e saranno a disposizione i primi adesivi e le prime magliette, che verranno dati in cambio di un’offerta libera.

Componenti del Comitato Direttivo Provvisorio saranno presenti anche venerdì e sabato.

Pertanto l’appuntamento è a Cittadella per questo fine settimana!












Per saperne di più sulla Festa dei Veneti

mercoledì 4 agosto 2010

Non c’è che un'unica soluzione: INDIPENDENZA

Quello a cui stiamo assistendo è un clamoroso caso di accanimento terapeutico, si sta tentando non di prolungare un’agonia, ma di resuscitare un cadavere in via di putrefazione. Quello dello stato italiano.

Per porre in atto questo patetico tentativo i governanti italioti (Lega in testa) stanno varando una manovra economica degna della Grecia, e cercano pure di farla passare come una passeggiata nel parco. “Non metteremo le mani nelle tasche dei cittadini” ci dicono, infatti ci penseranno i comuni e le regioni a fare il lavoro sporco e a pagare saranno sempre gli stessi: i lavoratori dipendenti, che vedranno aumentare l’addizionale irpef sui loro stipendi; studenti e pendolari, che vedranno aumentare il costo del trasporto pubblico; chi per lavoro usa auto e camion, che vedrà aumentare il pedaggio autostradale; le famiglie, che vedranno aumentare il costo di tutti i servizi, dal gas, alla, tassa sui rifiuti, all’energia elettrica. E tutto questo sarà inutile, perché, anche se l’orchestrina continua a suonare, il Titanic sta ormai affondando.
Non basterà il mantra continuo di Napolitano, che ripete “Unità d’italia” ogni due parole, non basterà l’ennesimo furto ai danni del popolo veneto e degli altri popoli italici, non basteranno giudici e carabinieri. Quando anche i più ottusi capiranno che la scelta sarà tra autodeterminazione e sprofondamento nulla potrà più fermare la giusta fine di questo stato iniquo e fallito.
Unità Popolare Veneta dovrà lavorare principalmente a due obiettivi di pari importanza: dare il suo contributo ad accellerare il processo di disfacimento dello stato italiano favorendo la presa di coscienza dell’Identità Nazionale Veneta nei ceti popolari e creare una Sinistra Indipendentista in grado di condizionare le politiche sociali del futuro Stato Veneto.
Impresa ardua, perché dovremo fare i conti con l’ottusità della sinistra tradizionale, con l’arroganza della destra nazionalista italiota e con la reazione delle strutture repressive del decadente stato italiano. Dalla nostra abbiamo la volontà di non lasciare i ceti popolari delle Venezie nelle mani di una sinistra italianista che ha fallito in ogni lotta in cui si è impegnata, nelle mani della destra populista della Lega, nelle mani di un liberismo selvaggio che attende come uno squalo la prossima fine della repubblica italiota.
Quando il gioco si fa duro…

Unità Popolare Veneta
Comitato Direttivo Provvisorio